Paolo Anesi (1697 - 1773)
Il dipinto è ad olio su rame e misura totale compresa la cornice è di cm. 23 x 28
raffigura paesaggio fluviale con viandanti e dominato da un'imponente torre cilindrica e un ponte in pietra ad arco che attrraversa il corso d'acqua.
Paolo Anesi fu stato un pittore italiano del XVIII secolo, attivo principalmente nella pittura di capricci e paesaggi (vedute) nello stile di Giovanni Paolo Pannini.
Nato a Firenze, si formò presso Giuseppe Bartolomeo Chiari e Bernardino Fergioni. Divenne famoso per il suo libro inciso Varie vedute inventate ed intagliate, pubblicato a Roma nel 1725. Anesi visitò Firenze almeno due volte e realizzò disegni della campagna locale. Dopo il suo primo viaggio all'inizio del 1729, quattro suoi disegni (Firenze, Uffizi), appartenenti a Niccolò Gabburri, furono esposti alla Santissima Annunziata di Firenze.
Durante un'altra visita, nel 1737, dopo sei mesi trascorsi a Firenze, diversi ammiratori della sua arte, tra cui il Marchese Carlo Rinuccini, presentarono undici sue opere all'Accademia di Belle Arti di Firenze, di cui divenne membro. Gabburri gli dedicò anche alcuni versi nelle Vite degli artisti (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, MS. Palatino E.B. 9.5). Queste circostanze, e il fatto che Francesco Zuccarelli fosse stato suo allievo, diedero adito alla convinzione che Anesi fosse fiorentino, ma in realtà il suo periodo a Firenze fu solo una fortunata parentesi in una carriera altrimenti incentrata su Roma, dove, l'8 gennaio 1747, i suoi successi gli valsero l'ammissione all'assemblea dei Virtuosi al Pantheon.
La clientela di Anesi era prestigiosa; Carlo Emanuele III, re di Sardegna, acquistò da lui sei paesaggi nel 1731 tramite il pittore Claudio Francesco Beaumont e ne acquistò altri quattro l'anno successivo. Amanti dell'arte stranieri, sia britannici che francesi, visitatori e residenti in Italia, lo cercavano, tra cui Henry Hoare per Stourhead, nel Wiltshire, e il cardinale François-Joachim de Pierre de Bernis, di cui due acquisizioni sono ancora visibili: il Paesaggio nella campagna romana e le Rovine del tempio di Bacco (entrambi a Tolosa, Musée des Augustins).
L'opera di Anesi era tuttavia maggiormente rappresentata nelle collezioni dell'aristocrazia romana, tra cui le collezioni Colonna, Pallavicini, Valenti Gonzaga, Pamphili e Rondinini (sei dipinti nell'inventario del 1809). Le sue opere erano presenti anche nelle collezioni di noti artisti contemporanei, come Piranesi. Anesi doveva parte della sua fama alle sue decorazioni murali dipinte a guazzo, che continuavano la tradizione dei maestri del XVII secolo. Molti dei suoi affreschi sono andati distrutti, ma è noto che lavorò presso il priorato romano dei Cavalieri di Malta nel 1732 e che decorò Villa Doria Pamphili, Gianicolo, nel 1749, realizzandovi quattro dipinti sopra le porte; collaborò inoltre con Marco Benefial, suo amico in età avanzata, a Palazzo Massimo d'Arsoli.
Intorno al 1760 Anesi fece parte del gruppo che decorò la villa del cardinale Alessandro Albani in Via Salaria, ma l'entità del suo contributo non è nota. Fu certamente responsabile di otto pannelli, che celebravano l'antica Roma in una luce gioiosa e arcadica, nella Sala di Zeus. Gli affreschi e i dipinti furono rimossi e venduti; si trattava di grandi tele raffiguranti Paesaggio con vista di Borghetto, Paesaggio fantastico del Lazio con figure danzanti e fiume, Vedute di Ariccia e Paesaggio fantastico con rovine romane e figure.
Dipinse anche pannelli paesaggistici (1767; figure di Paolo Monaldi) per Villa Chigi, 11 dei quali sono sopravvissuti (Milano, Alemagna priv. col.), tra cui la Veduta di Ariccia e la Scena rustica nel Lazio con danza campestre. Nel 1767-68 Anesi decorò due sale di Palazzo Borghese con capricci architettonici e vedute che esaltavano la bellezza ideale di Roma in stile monumentale e rustico. Lo stile di queste decorazioni, aggraziato e leggermente malinconico, anticipa il Romanticismo.