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Paolo Paoletti

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Paolo Paoletti  ( 1671 - 1735 )

Il dipinto ad olio su tela e misura con cornice cm. 74 x 97

Natura morta di frutta con uva, pesche, pere, fichi e melograna

Paoletti nacque a Padova, ma stabilitosi a Udine prima dei vent'anni, l'artista fu ospite per molti anni del palazzo dei conti Caiselli, dove un'intera stanza fu decorativa con le sue opere. Tra il 1708 e il 1715 fu membro della corporazione dei pittori veneziani, avendo versato la quota associativa nel 1712. Il suo soggiorno a Venezia fu cruciale per la sua formazione artistica, poiché gli ha permesso di frequentare i vivaci circoli internazionali della laguna. Le sue allegorie delle stagioni e natura morte erano destinate principalmente alle decorazioni murali delle dimore nobiliari friulane, tra cui quelle delle famiglie Attimis, Concina, Giacomelli, Morelli de Rossi, del Torso e Valentinis. Queste composizioni, che raffiguravano prevalentemente alimenti come frutta, verdura, carne e formaggio, erano spesso impreziosite da fiori e talvolta incorniciate da sfondi architettonici o paesaggistici. La spiccata vena descrittiva che le caratteristiche è affine a quella delle collezioni di campioni di Bartolomeo Bimbi (Settignano, 1648 – Firenze, 1729), mentre gli inserti con vasi di fiori e selvaggina, raffigurati dal pittore con la precisione di un attento e diligente cronista, si devono attribuire alla conoscenza delle opere di Marchioni (Rovigo, XVII-XVIII secolo), Biggi (Parma, 1650 – Verona, ca. 1700) e degli artisti fiaminenghi. Il commento di Luigi Lanzi sulla sua pittura è lushiero: "Si distingueva soprattutto per i fiori; e ritraeva con grande verosimiglianza anche frutta, verdura, pesce e selvaggina".